In Parlamento la maggioranza vuole tenersi il controllo della Rai e boccia la mozione che chiedeva l’applicazione dell’European Media Freedom Act con la riforma della legge di nomina sulla Rai.
La maggioranza di turno – in linea con i precedenti governi di ogni colore – non fa un passo indietro e si tiene strette le poltrone che occupa in Rai, forte del controllo pressoché totale garantito dalla Riforma Renzi.
Controllo che si è esteso anche sulla Commissione Parlamentare di Vigilanza, tenuta in ostaggio da mesi, come rappresaglia rispetto al mancato accordo sulla Presidenza della Rai. Una situazione che avvicina l’Italia a scenari ungheresi o turchi.
Una situazione che sta causando danni enormi all’azienda di Servizio Pubblico che paga l’occupazione dei partiti. Un guinzaglio che si concretizza non solo nelle nomine, ma anche nelle risorse economiche, con il ricatto, che si ripete ogni anno, di togliere il canone.
Serve subito una nuova legge sulla governance della Rai, che liberi l’azienda dal controllo del Governo e la restituisca ai cittadini che pagano il canone.
Solo una Rai autonoma e indipendente può offrire le necessarie garanzie per il rinnovo della concessione in esclusiva del Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale prevista nel 2027.